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5 falsi miti sugli apparecchi acustici

Molte sono le credenze sugli apparecchi acustici, e tuttora siamo prevenuti nei confronti dei moderni apparecchi acustici. Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e si è lasciata alle spalle i famosi “cornetti acustici” che vediamo nelle foto dei primi del 900. Ecco i 5 falsi miti più comuni, sfatiamoli assieme!

Falso mito nr. 1: non sono pratici (né belli)

Forse in passato. Anche l’estetica vuole, giustamente, la sua parte. Oggi gli apparecchi acustici sono piccoli capolavori della tecnologia in miniatura, dai modelli endoauricolari – praticamente invisibili – ai modelli retroauricolari, in formato mini e dal design contemporaneo. E non esistono più solo di colore beige, ma si possono scegliere tra una vasta gamma di colori, anche sgargianti, che li trasformano in veri e propri accessori moda!

Falso mito nr. 2: servono solo se ci senti molto poco 

Nella maggior parte dei casi la perdita di udito è un processo lento e progressivo e possono passare diversi anni prima che ci si renda conto di questa difficoltà. Si comincia a non percepire più piccoli suoni come la freccia dell’auto o il ticchettio dell’orologio, o ad avere difficoltà nel seguire un discorso al ristorante con rumori di sottofondo. Trascurare questo problema può avere conseguenze importanti come una perdita delle facoltà percettive generali, che può portare ad un isolamento sociale. Per questo è importante la prevenzione! Prenota qui un test dell’udito gratuito in uno dei nostri centri.

Falso mito nr. 3: sono solo per le persone anziane

Anche questa affermazione è assolutamente falsa! L’apparecchio acustico non è sinonimo di vecchiaia. L’età media in cui si riscontra una perdita di udito è sempre più bassa, nel mondo due terzi delle persone complessivamente colpite da perdita uditiva hanno un’età inferiore ai 64 anni. Questo è dovuto soprattutto agli influssi ambientali e per la poca attenzione alla protezione dell’udito negli ambienti di lavoro rumorosi o mentre si ascolta la musica, come ad esempio nei concerti live. Per questo motivo, tenendo conto del target di persone abituate alla tecnologia, le case produttrici hanno perfezionato i moderni apparecchi acustici creando telecomandi, interfacce Bluetooth o per smartphone (come l’iPhone di Apple) e tante altre funzioni wireless!

Falso mito nr. 4: ricominci a sentire subito perfettamente  

L’obiettivo è quello, ma lo si raggiunge con un po’ di tempo perché, per quanto l’apparecchio acustico sia diventato uno strumento super tecnologico, funziona al meglio solo se viene adattato alla situazione uditiva della singola persona. Spesso chi ha perso udito ha dimenticato alcuni suoni e rumori e quando indossa per la prima volta un apparecchio acustico anche il centro dell’udito nel cervello deve compiere un processo di apprendimento, tanto che può sembrare strano persino sentire il ticchettio di un orologio. Ci vuole almeno una settimana per ambientarsi e circa tre appuntamenti di regolazione per raggiungere un ottimo livello acustico.

Falso mito nr. 5: si regolano solo la prima volta

Quest’affermazione non è vera perché è assolutamente necessario regolare ad intervalli regolari gli apparecchi acustici, sia perché la perdita di udito può cambiare, come nel caso della vista, sia perché può modificarsi il condotto uditivo che nel corso della vita cresce o perché la pelle diventa più cedevole e per questo va tenuto sotto controllo l’auricolare su misura che, se non inserito perfettamente nel condotto, può causare spiacevoli fischi. Solo in questo modo è garantita la migliore funzionalità degli apparecchi acustici ed è per questo che Centriudito offre assistenza gratuita con controlli periodici dai nostri audioprotesisti.

 

 

 

 

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