Lorenzo – La mia vita con gli Apparecchi Acustici

Oggi parliamo di Lorenzo Birocco, un giovane ragazzo biellese che ha perso l’udito all’età di 5 anni, e che condivide la sua vita con gli apparecchi acustici sui social. E’ incredibile il modo in cui Lorenzo ha trasformato la sua disabilità nella sua forza, e come trasmette la sua “auto accettazione” raccontando le sue avventure, e spesso disavventure, quotidiane con i suoi apparecchi acustici, attraverso la sua pagina Facebook “Sentire – La mia vita con gli Apparecchi Acustici”.

Vi riportiamo un estratto:

“Quello che penso sulla Diversità…

Io sono diverso dagli altri perché sento di meno, però è anche vero che gli altri sentono diversamente da me.

Questo per dire che il “Diverso” non è solo colui che non è uguale alla maggioranza ma che tutti abbiamo le nostre diversità che ci rendono unici di fronte agli altri!

L’inclusione sociale non deve essere un atto di pietà di chi si sente superiore verso i “poverini meno dotati” ma deve essere un atto con cui si da valore ad ogni aspetto che ci caratterizza come persone!

L’inclusione sociale deve portare risultati, non compassione!”

 

“Dobbiamo ancora combattere molto per arrivare ad un giusto risultato di uguaglianza, rispetto e inclusione sociale!

Ogni giorno dobbiamo combattere per ricordarci che la persona viene prima di qualsiasi altra cosa!”

 

Vi invitiamo a seguirlo! E’ davvero un esempio di coraggio e positività con il suo modo ironico e intelligente di affrontare le sue difficoltà uditive.

Grazie per aver trasformato un tuo “limite” in un valore aggiunto e grazie per essere fonte di ispirazione per noi!

 

 

Cosa comprende il costo degli apparecchi acustici?

Il costo degli apparecchi acustici dipende da innumerevoli fattori e può variare notevolmente in base alle caratteristiche tecniche della protesi che si decide di utilizzare. Per fare un esempio è come scegliere un computer che a seconda delle esigenze dell’utilizzatore finale può avere componenti elettronici più o meno avanzati.

Inoltre, non è detto che le soluzioni più costose siano quelle più idonee ed adatte per la persona che si ha davanti. Oltre alle caratteristiche meramente tecniche bisogna sempre ricordarsi che quello che si va ad acquistare in un centro protesico non è solo un prodotto, ma un percorso di riabilitazione uditiva che comprende una serie di servizi che, per tutta la vita delle protesi acquistate, vengono offerti al paziente:

– Conoscenza

– Strumentazione

– Esperienza

– Assistenza

– Tempo

– Puntualità

– Professionalità

– Sicurezza

– Servizi

– Disponibilità

 

Infine, bisogna ricordare che il sistema sanitario nazionale viene incontro ai cittadini e dà, ai pazienti che ne hanno diritto, un contributo di circa 1300/1400€ che permette di acquistare, completamente passate dall’ASL, le protesi di base o qualsiasi soluzione acustica, andando a pagare la corrispondente differenza rispetto al totale che si è deciso di spendere.

Oltre a questo, bisogna ricordare che l’acquisto di qualunque protesi acustica rientra tra le spese mediche e quindi è possibile recuperare il 19% di suddetta spesa attraverso la dichiarazione dei redditi.

 

Prenota un appuntamento gratuito presso uno dei nostri centri, i nostri audioprotesisti ti daranno tutte le informazioni di cui necessiti!

 

 

Criteri per scegliere l’apparecchio acustico giusto

Come si fa a scegliere l’apparecchio acustico giusto? È una domanda che molti si pongono prima di acquistarne uno. I fattori da considerare sono diversi e variano da persona a persona. Con l’aiuto di un audioprotesista è possibile trovare l’apparecchio acustico che soddisfi perfettamente le esigenze di ciascuno rispettando i seguenti criteri.

STILE DI VITA

Il mercato di oggi offre una vasta gamma di soluzioni, proprio per questo motivo un consiglio che possiamo dare è quello di partire dal proprio stile di vita. Ad ogni stile corrisponde una tecnologia, una dimensione e un prodotto che meglio vi si adatta.

Chi svolge regolarmente attività sportive, magari all’aperto, avrà esigenze diverse rispetto a chi passa più tempo in casa, in un ambiente tranquillo senza rumori eccessivi e rispetto a chi passa la maggior parte della giornata al lavoro e ha bisogno di comprendere bene chi gli parla di persona o al telefono. 

Da non trascurare in ogni caso è la gravità del disturbo da correggere. Più questa aumenta, maggiori saranno le capacità richieste all’apparecchio e di conseguenza diverse saranno anche le dimensioni o il prezzo.

PERDITA UDITIVA E ANATOMIA DELL’ORECCHIO

A seconda dell’entità della perdita uditiva  sono richiesti modelli e tecnologie diverse. 

Nel caso di una perdita uditiva da lieve a moderata tutti gli apparecchi potrebbero essere adatti, ma c’è bisogni di valutare altri fattori che hanno un peso decisivo nella scelta dell’apparecchio acustico, come la forma e le dimensioni dell’orecchio esterno e del condotto uditivo.

Per quanto riguarda invece le perdite più gravi è necessaria una soluzione in grado di erogare maggior potenza.

Pertanto, effettuare il test dell’udito e conoscere il grado di perdita uditiva, servirà a capire quali tipologie saranno più adatte alle tue esigenze.

FATTORE ECONOMICO

Veniamo ora al costo di un apparecchio acustico. Come detto in precedenza i modelli e le tecnologie sono molte e quindi, di conseguenza, vi sono diverse fasce di prezzo. L’impegno economico varia in funzione della tecnologia, della dimensione e della durata della batteria. Anche questo aspetto va attentamente valutato considerando che in questo caso più che mai la qualità deve essere sempre privilegiata rispetto all’economicità. Ad oggi vi è la possibilità di poter finanziare in comode rate l’importo economico, in questo modo poter ritornare ad avere una vita piena e soddisfacente potrebbe non essere così difficile e dispendioso.

E’ comunque fondamentale tener conto che nel prezzo finale non vi è solamente il mero apparecchio acustico, ma c’è tutto il servizio che viene offerto dall’audioprotesista per tutta la vita dell’apparecchio acustico.

5 falsi miti sugli apparecchi acustici

Molte sono le credenze sugli apparecchi acustici, e tuttora siamo prevenuti nei confronti dei moderni apparecchi acustici. Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante e si è lasciata alle spalle i famosi “cornetti acustici” che vediamo nelle foto dei primi del 900. Ecco i 5 falsi miti più comuni, sfatiamoli assieme!

Falso mito nr. 1: non sono pratici (né belli)

Forse in passato. Anche l’estetica vuole, giustamente, la sua parte. Oggi gli apparecchi acustici sono piccoli capolavori della tecnologia in miniatura, dai modelli endoauricolari – praticamente invisibili – ai modelli retroauricolari, in formato mini e dal design contemporaneo. E non esistono più solo di colore beige, ma si possono scegliere tra una vasta gamma di colori, anche sgargianti, che li trasformano in veri e propri accessori moda!

Falso mito nr. 2: servono solo se ci senti molto poco 

Nella maggior parte dei casi la perdita di udito è un processo lento e progressivo e possono passare diversi anni prima che ci si renda conto di questa difficoltà. Si comincia a non percepire più piccoli suoni come la freccia dell’auto o il ticchettio dell’orologio, o ad avere difficoltà nel seguire un discorso al ristorante con rumori di sottofondo. Trascurare questo problema può avere conseguenze importanti come una perdita delle facoltà percettive generali, che può portare ad un isolamento sociale. Per questo è importante la prevenzione! Prenota qui un test dell’udito gratuito in uno dei nostri centri.

Falso mito nr. 3: sono solo per le persone anziane

Anche questa affermazione è assolutamente falsa! L’apparecchio acustico non è sinonimo di vecchiaia. L’età media in cui si riscontra una perdita di udito è sempre più bassa, nel mondo due terzi delle persone complessivamente colpite da perdita uditiva hanno un’età inferiore ai 64 anni. Questo è dovuto soprattutto agli influssi ambientali e per la poca attenzione alla protezione dell’udito negli ambienti di lavoro rumorosi o mentre si ascolta la musica, come ad esempio nei concerti live. Per questo motivo, tenendo conto del target di persone abituate alla tecnologia, le case produttrici hanno perfezionato i moderni apparecchi acustici creando telecomandi, interfacce Bluetooth o per smartphone (come l’iPhone di Apple) e tante altre funzioni wireless!

Falso mito nr. 4: ricominci a sentire subito perfettamente  

L’obiettivo è quello, ma lo si raggiunge con un po’ di tempo perché, per quanto l’apparecchio acustico sia diventato uno strumento super tecnologico, funziona al meglio solo se viene adattato alla situazione uditiva della singola persona. Spesso chi ha perso udito ha dimenticato alcuni suoni e rumori e quando indossa per la prima volta un apparecchio acustico anche il centro dell’udito nel cervello deve compiere un processo di apprendimento, tanto che può sembrare strano persino sentire il ticchettio di un orologio. Ci vuole almeno una settimana per ambientarsi e circa tre appuntamenti di regolazione per raggiungere un ottimo livello acustico.

Falso mito nr. 5: si regolano solo la prima volta

Quest’affermazione non è vera perché è assolutamente necessario regolare ad intervalli regolari gli apparecchi acustici, sia perché la perdita di udito può cambiare, come nel caso della vista, sia perché può modificarsi il condotto uditivo che nel corso della vita cresce o perché la pelle diventa più cedevole e per questo va tenuto sotto controllo l’auricolare su misura che, se non inserito perfettamente nel condotto, può causare spiacevoli fischi. Solo in questo modo è garantita la migliore funzionalità degli apparecchi acustici ed è per questo che Centriudito offre assistenza gratuita con controlli periodici dai nostri audioprotesisti.

 

 

 

 

Deficit uditivo e apprendimento

Come un deficit uditivo incide sull’apprendimento?

Un deficit uditivo nel bambino produce effetti negativi nell’apprendimento, ma in generale può avere conseguenze anche nel suo processo di crescita e di sviluppo cognitivo.

Non è raro leggere nella letteratura specialistica che le difficoltà cognitive e di apprendimento del bambino sordo riguardano spesso la lettura, la scrittura, la comprensione di un testo, le difficoltà di memorizzazione, associate all’instabilità motoria e a problemi d’attenzione.

Inoltre, un bambino che non sente bene non è in grado di relazionarsi correttamente con gli altri, e ciò provoca un isolamento sociale che ha gravi ripercussioni sulla sua personalità.

Per questi motivi è assolutamente necessario intervenire tempestivamente per individuare la presenza di una ipoacusia, nei bambini più che in altri soggetti, perché la mancanza o la riduzione dell’udito durante l’età scolare può interferire sulla corretta crescita psichica del piccolo.

È fondamentale ricordare che ogni individuo è unico e che lo sviluppo del bambino sordo dipenderà da tanti parametri, quali il grado di sordità, la precocità del disagio (pre o post-linguistico), i disturbi associati, le scelte educative, le risorse socio-culturali dell’ambiente e le dinamiche psico-affettive del bambino e della sua famiglia.

Conoscere il livello di ipoacusia del bambino è fondamentale per individuare la strategia migliore da adottare per favorirne l’apprendimento. A seconda che il piccolo abbia un deficit uditivo di lieve entità o grave, si potrà mettere in pratica un piano educativo individuale che rispetti le reali esigenze del bambino.

 

Cosa fare se si sospetta una perdita di udito?

La prima cosa da fare è effettuare un esame dell’udito al bambino: si tratta di test audiometrici oggettivi indolori e che non richiedono la collaborazione del piccolo paziente, ma che permettono di ottenere una valutazione quantitativa dell’udito del bambino. Qualora l’esito sia positivo, la famiglia dovrà informare la scuola, così da poter mettere in atto le dovute strategie.

Inoltre, una valutazione interdisciplinare realizzata da un’equipe di specialisti esperti in sordità potrà prendere in esame i vari processi cognitivi quali la percezione, l’attenzione, il linguaggio, la memoria, il trattamento dell’informazione e il pensiero verbale o segnato necessari all’apprendimento scolastico, ma non solo, fondamentali anche per la costruzione di Sé come essere consapevole della propria realtà interna e della realtà esterna.

 

Come l’apparecchio acustico favorisce l’apprendimento?

Un utile strumento per favorire l’integrazione scolastica dei bambini ipoacusici è l’utilizzo di un apparecchio acustico, qualora l’audioprotesista lo ritenga necessario per il grado di ipoacusia rilevato. Rispetto al passato ci sono state molte evoluzioni, tanto che oggi un bambino può indossare una protesi acustica quasi del tutto invisibile, senza che gli altri bambini ne siano a conoscenza. È invece fondamentale che gli insegnanti lo sappiano, anche perché oggi è possibile usufruire di tecnologie avanzate che, sfruttando la rete wireless, permettono di trasmettere la voce del maestro direttamente nelle orecchie del bambino. Questo è un sistema estremamente vantaggioso per l’apprendimento del bambino, che in tal modo potrà sentire la lezione esattamente come gli altri.

 

Hearing Dogs: i cani che aiutano le persone con difficoltà uditive

Il cane è notoriamente conosciuto come il migliore amico dell’uomo, ancor più quando è addestrato per offrire a quest’ultimo un supporto concreto, affinché egli possa svolgere le normali attività quotidiane. Se non siete d’accordo, probabilmente cambierete idea dopo aver sentito parlare degli Hearing Dogs, i cani per le persone con problemi di udito.

Di solito, quando si pensa ad un cane che aiuta una persona con problemi, il pensiero va subito i cani guida, che offrono supporto alle persone cieche o ipovedenti, rendendole più autonome negli spostamenti e nelle attività di tutti i giorni.

In realtà ci sono tantissimi cani da assistenza che aiutano i loro padroni a vivere meglio, ad essere più indipendenti nonostante alcune problematiche fisiche e che possono salvar loro la vita. Un esempio è il cane da assistenza per le persone con diabete. Questo cane viene addestrato a fiutare i livelli di glucosio presenti nel sangue del loro compagno bipede e lo avverte in caso questi scendano sotto la soglia raccomandata. In questo modo la persona diabetica può ricorrere in tempo all’insulina, senza rischiare svenimenti o malesseri.

Il fiuto è uno dei sensi canini più sviluppati e uno dei più utili all’uomo, ma anche l’udito non è da sottovalutare, anzi. I cani hanno un udito decine di volte più sviluppato rispetto all’essere umano, soprattutto per quanto riguarda i suoni acuti. E, come ben sappiamo, i suoni acuti sono proprio i primi che tendono a dare problemi quando sopraggiunge l’ipoacusia.

Gli Hearing Dogs sono proprio amici a quattro zampe addestrati per offrire assistenza specifica alle persone sorde o deboli di udito, proprio grazie al loro udito. Il loro compito è riconoscere i suoni che il loro padrone non riesce a percepire e avvisarlo quando si manifestano.

Cosa fanno gli Hearing Dogs

Un campanello che suona, un allarme, la suoneria del telefono, la sveglia sono solo alcuni dei suoni che gli Hearing Dogs possono riconoscere. Dopo aver sentito il segnale, questi cani avvisano il padrone con un tocco della zampa e lo accompagnano in direzione della sorgente.

In questo modo, la routine di una persona sorda o ipoacusica è semplificata dal supporto di un compagno fedele.

Gli Hearing Dogs possono offrire supporto al loro padrone anche fuori casa. Possono infatti aiutarlo a sentirsi più sicuro nel camminare per strada, guidandolo attraverso il traffico cittadino e prestando attenzione ai suoni che lo circondano.

Dove si possono trovare gli Hearing Dogs

Dapprima nel Regno Unito, e poi in Australia e negli Stati Uniti, il fenomeno degli Hearing Dogs si è diffuso notevolmente negli ultimi anni.

In alcuni Stati, come la Gran Bretagna appunto, questi amici a quattro zampe indossano una “divisa” che li rende riconoscibili: un guinzaglio o un colletto arancione. Ma non è obbligatorio. In realtà, laddestramento può avvenire presso un ente specializzato o essere compiuto in privato. Molti padroni, infatti, hanno intrapreso la sfida di addestrare i propri amici a quattro zampe in autonomia. Li abituano a riconoscere qualche suono che può risultare fondamentale nella loro giornata.

In Italia, purtroppo, l’addestramento di questi cani e il riconoscimento del loro valore e della loro importanza per le persone con ipoacusia è ancora poco diffuso. Attualmente sono solo due le associazioni che se ne occupano.

La prima è un’associazione di Vicenza, la U-dogQuesta si occupa dell’addestramento di cani per persone con disabilità motoria o sensoriale, e che è stata tra le prime ad appoggiare il progetto dei “cani per sordi”.

La seconda è un’associazione di Catania, laPet Paradise, che porta avanti il suo progetto “Assinistra il cane”.

Quali sono le razze canine più adatte

L’azione fondamentale che gli Hearing Dogs devono apprendere è quella di riconoscere il suono e condurre il padrone alla fonte. Tuttavia, in alcuni casi possono essere addestrati a fare l’esatto contrario, e cioè riconoscere un segnale e allontanare il loro padrone. Ciò avviene ad esempio nel caso di un allarme antincendio.

Questi cani quindi hanno un ruolo fondamentale anche per quanto concerne la sicurezza della persona che assistono, e non solo per semplificargli le attività di ogni giorno.

Non esistono in questo caso razze canine più adatte delle altre per diventare un Hearing Dogs. Questo perchè, come dicevamo all’inizio dell’articolo, tutti i cani hanno un udito ben sviluppato e tutti i cani possono essere addestrati. Certo, alcune razze come il Labrador, il Pastore Australiano, il Golden Retriver o lo Staffordshire Bull Terrier sono più predisposte all’addestramento in generale. Quindi può risultare più semplice insegnare loro come reagire ad un determinato suono.

Ma, in generale, con il giusto addestramento e il giusto legame affettivo con il padrone, ogni cane può diventare un Hearing Dog.

 

Fonte: https://www.specialistidelludito.it/curiosita-sulludito/hearing-dogs/

Mal di orecchie nei mesi estivi: cause, sintomi e rimedi

Finalmente è arrivata la bella stagione e possiamo rilassarci al mare oppure in piscina!

Tra i disturbi più frequenti in estate c’è purtroppo il mal di orecchie, o per meglio dire l’otite esterna, una situazione fastidiosa che trae la sua origine soprattutto, ma non solo, dalla lunga esposizione all’acqua e all’umido, e può capitare, per esempio, dopo essere stati in piscina.

Che cos’è, nello specifico, l’otite esterna?

L’otite esterna (detta anche otite del nuotatore) è un’infezione del condotto uditivo che può essere provocata da diversi tipi di batteri funghi. Si sviluppa per lo più in adolescenti e giovani adulti che sono tra coloro che, maggiormente, espongono le orecchie a situazioni di umidità, dal momento che l’otite esterna si sviluppa particolarmente in presenza di frequenti o prolungate immersioni in acqua.

Quali sono le cause dello sviluppo dell’otite esterna?

La prima causa sono i microorganismi infettivi che sono presenti nell’acqua e che entrano all’interno del condotto uditivo, provocando un’infezione. Ma il nuoto e l’esposizione ad ambienti umidi non sono le uniche condizioni che conducono allo sviluppo dell’otite esterna. Anche le azioni di pulizia delle orecchie effettuate con troppa energia e che provocano lesioni alla pelle del condotto uditivo, che è molto delicata e sottile, possono esserne la causa. Se si lacera questa pelle – cosa ancor più probabile se per la pulizia si usano i bastoncini di cotone o oggetti taglienti come fermagli o mollette – si può creare una soluzione di passaggio continuo e diretto di batteri e funghi all’interno dell’orecchio.

L’otite esterna può essere poi conseguente a un’infezione dell’orecchio medio – la cosiddetta otite media acuta – o di malattie della pelle come le dermatiti eczematose.

Come si manifesta e quanto dura l’otite esterna?

L’otite esterna si manifesta con il dolore all’orecchio, che può aumentare qualora il padiglione auricolare venga stirato o schiacciato. Il dolore può essere anticipato da un prurito nel canale uditivo o accompagnato da gonfiore e arrossamento sulla parte esterna e da una piccola perdita di pus verde-giallo. In alcuni casi può esserci anche un abbassamento dell’udito. L’otite esterna generata dal contatto con l’acqua può svilupparsi qualche ora o anche alcuni giorni dopo l’immersione. Se trattate in modo adeguato – con l’immissione nell’orecchio di idonee gocce medicate – le otiti esterne più leggere possono risolversi in pochi giorni, senza lasciare delle conseguenze. Le infezioni più pesanti possono invece richiedere l’assunzione di medicinali per bocca per almeno 7-10 giorni.

Quando ci si deve rivolgere a un medico?

Qualora si avverta un dolore auricolare, un prurito fastidioso all’orecchio o una diminuzione dell’udito è sempre meglio rivolgersi al proprio medico curante. E quando vi sia una fuoriuscita di liquido dall’orecchio, specialmente se con presenza di sangue.

Per concludere: l’otite esterna può essere prevenuta?

Possono essere prese alcune precauzioni che diminuiscono le possibilità che l’otite esterna si sviluppi. Per prima cosa, durante il bagno o il nuoto è meglio evitare di fare entrare acqua nelle orecchie utilizzando dei tappi su misura anti-acqua (maggiori informazioni le trovi qui https://centriudito.it/protezione-anti-acqua-su-misura-sport-acquatici/). È buona norma, poi, asciugare bene le orecchie con un asciugamano pulito. Infine, occorre tenere lontani dalle orecchie strumenti (come bastoncini di cotone, forcine per capelli, ecc.) che possono rappresentare un pericolo per le nostre delicate orecchie.

 

Di che stile (di udito) sei?

L’apparecchio acustico giusto per ogni stile di vita

Cosa si intende per stile di vita?

Lo stile di vita rappresenta il profilo di pensiero e di azione (composto, a seconda delle interpretazioni, da tratti di personalità, valori, atteggiamenti, interessi, opinioni, comportamenti e pratiche sociali) caratterizzante di un singolo individuo o di una categoria di individui.
I primi studi sugli stili di vita si concentrano sull’analisi della posizione sociale. Lo stile di vita è inteso anzitutto come l’espressione visibile della posizione sociale individuale. L’analisi degli stili di vita è quindi strettamente connessa all’analisi della struttura sociale e della posizione degli individui al suo interno.

Esigenze d’ascolto e stile di vita:
Il tuo stile di vita e gli ambienti d’ascolto che frequenti più spesso sono molto importanti nella scelta del dispositivo migliore per te. Qual’è l’apparecchio acustico più adatto al tuo stile di vita?

Stile di vita tranquillo – EASY
Trascorri la maggior parte del tuo tempo a casa o in ambienti tranquilli; gli apparecchi acustici con l’esaltazione del parlato e l’attenuazione dei rumori di sottofondo sono importanti per te per poter sentire bene nelle comunicazioni a quattrocchi.

Stile di vita moderato – ADVANCED
Per te è importante poter comunicare all’interno di piccoli gruppi e partecipare a raduni sociali. Ti piace fare shopping, andare a teatro e fare sport. Gli apparecchi acustici con guscio idrorepellente resistono all’immersione in acqua fino ad un metro ti permettono di praticare sport senza rinunciare all’ascolto. Inoltre l’Intelligenza Artificiale per il riconoscimento dell’ambiente di ascolto e la Connettività con il telefono cellulare per comunicare come se avessi un auricolare Bluetooth, sono elementi fondamentali per vivere appieno la socialità a cui sei abituato.

Stile di vita vivace e impegnativo – TOP
Sei molto attivo e nel corso della giornata devi comunicare con molte persone. Trascorri molto del tuo tempo in luoghi rumorosi e affollati come ristoranti, eventi sportivi o concerti. Gli apparecchi acustici con Intelligenza Artificiale per il riconoscimento dell’ambiente di ascolto, la Connettività con il telefono cellulare per comunicare come se avessi un auricolare Bluetooth e la taratura da remoto dei tuoi apparecchi da parte del tuo audioprotesista di fiducia per essere sempre al massimo delle prestazioni, sono elementi fondamentali per vivere appieno la socialità a cui sei abituato.

Tipi di apparecchi acustici: c’è un apparecchio giusto per te!
Esistono molti modelli di apparecchi acustici, diversi per dimensioni, colori, funzioni speciali e per il modo in cui si adattano alle orecchie. Considerando le tue esigenze specifiche, i nostri audioprotesisti riusciranno a trovare l’apparecchio acustico più adatto al tuo stile di vita e alle tue necessità.

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Allergie e calo dell’udito: qual è il legame?

Convivere con le allergie
Come difendersi dai pollini per godersi al meglio l’arrivo della primavera: convivere con le allergie non è impossibile.

Vi sarà senz’altro capitato, se soffrite di allergia, di notare un legame tra l’arrivo della primavera e il calo dell’udito.
Le allergie come la febbre da fieno e le allergie ai pollini tendono ad aumentare durante i mesi estivi a causa di un aumento dei livelli di polline e questo può causare problemi di udito. I nostri corpi trattano il polline come una sostanza nociva e quindi tentano di difendersi rilasciando una sostanza chimica chiamata istamina. Una volta rilasciata, può provocare l’infiammazione del rivestimento della membrana della nostra tromba di Eustachio, che collega l’orecchio medio alla faringe.
Un’infiammazione della tromba di Eustachio può provocare uno squilibrio di pressione, creando la sensazione di avere le orecchie tappate.

Come prendersi cura dell’udito durante l’allergia
I problemi stagionali vanno e vengono, qualsiasi perdita dell’udito causata da febbre da fieno, congestione o allergia ai pollini si risolverà da sola dopo un po’. Tuttavia, è possibile prendere alcune precauzioni che possono aiutarvi ad alleviare i sintomi dell’allergia:
Evitare i luoghi con un’alta concentrazione di polline, come i prati, i parchi comunali o le strade che costeggiano i campi coltivati
Seguire una dieta che favorisca la diuresi e il drenaggio dei liquidi. Espellere i liquidi infatti aiuta a diminuire la presenza di muco all’interno della tromba di Eustachio e a regolarizzare il livello del liquido presente nell’orecchio interno;
– Dedicare maggiore attenzione alla pulizia dell’apparecchio acustico. Non solo per il problema del polline, che potrebbe ostruire i forellini del microfono, ma che a causa dell’umidità. Gli sbalzi di temperatura infatti e una maggiore sudorazione dovuta alle temperature in aumento potrebbero lasciare bagnato il vostro apparecchio.
Assumere antistaminici o altre compresse antiallergiche da banco: se il calo dell’udito e il naso chiuso non sono gli unici problemi legati all’allergia, vi consigliamo di consultare un immunologo e di seguire una cura antistaminica. Attenzione però a non abusare dei farmaci, che a lungo andare possono compromettere l’udito.

Questo tipo di perdita dell’udito è a breve termine e di solito si risolve da sola una volta che la febbre da fieno e l’allergia ai pollini si sono attenuate. Se ritieni di riscontrare dei cambiamenti nell’udito, è importante consultare un professionista dell’udito. Prenota un appuntamento presso una delle nostre filiali, i nostri esperti saranno pronti ad accoglierti!

Autismo e problemi di udito: esiste un collegamento?

I numeri dell’autismo e dell’ipoacusia infantile

Le ultime stime dell’Osservatorio Nazionale Autismo (2019) dichiarano che circa 1 bambino su 77 soffre di autismo. Questi dati sono purtroppo in crescita rispetto agli anni scorsi. Probabilmente, ciò è dovuto anche alla maggiore consapevolezza del problema rispetto al passato e alle tecniche di diagnosi precoce, che abbassano la soglia per la diagnosi anche entro i 30 mesi di vita del bambino. Tuttavia, i numeri restano alti.
Per quanto riguarda l’ipoacusia infantile, l’Ospedale Bambin Gesù di Roma ha stimato che 1 bambino su 1000 soffre di gravi forme di ipoacusia. Le cause possono essere legate a predisposizioni genetiche, a complicazioni durante il parto, o malattie e infezioni sopraggiunte nei primi mesi di vita.

Il bambino non risponde quando viene chiamato
Quello che spinge la maggior parte dei genitori a domandarsi se il proprio figlio può soffrire di autismo e problemi di udito è il fatto che il bambino non si giri quando viene chiamato e non risponda agli stimoli sonori. Tuttavia, questo comportamento non necessariamente è indice di entrambe le patrologie. Può essere legato sia a problemi strettamente uditivi (e allora si può intervenire con degli apparecchi acustici) sia ad una forma di autismo. Ma raramente le due patologie, autismo e problemi di udito, coincidono nello stesso bambino. E quando succede le due cose non sono strettamente collegate fra loro.
Nei bambini autistici, il danno al sistema uditivo è quasi sempre di tipo neurosensoriale retrococleare e riguarda le vie nervose centrali, non l’apparato trasmissivo. Le vie nervose sono responsabili anche di altre abilità percettive fondamentali per la comunicazione.
A livello strettamente uditivo, le vie nervose hanno il compito di trasmettere al cervello i suoni captati dall’orecchio medio e trasformati dalla coclea in impulsi elettromagnetici. A livello percettivo invece le vie nervose fanno sì che il bambino:
• si giri quando viene chiamato (coordinazione sensomotoria)
• isoli i rumori ambientali e si concentri sulla voce che parla (separazione figura-sfondo)
• riconosca il significato di una parola anche se pronunciata da voci diverse (costanza della forma)

Autismo e problemi di udito: cosa fare
Pertanto un bambino che non si gira quando viene chiamato non soffre necessariamente di problemi di udito, ma può essere carente in coordinazione sensomotoria e in altre abilità percettive da definirsi più centrali che periferiche.
È importante dunque riuscire a capire in tempi brevi se il bambino non risponde per problemi di autismo o per problemi di udito. A livello clinico è abbastanza facile distinguere fra le due problematiche.
Già da una prima visita si riesce a capire se il bambino ha problemi di udito o di autismo. Nel secondo caso, una visita strumentale per il controllo dell’udito non è certo dannosa, ma passa di sicuro in secondo piano rispetto all’elaborazione di un percorso clinico e psicologico a supporto del bambino e della famiglia.

 

Fonte: https://www.specialistidelludito.it/problemi-di-udito/autismo-e-problemi-di-udito/